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Rinnovamento nello Spirito Santo RnS Puglia - Afflitti ma non abbattuti (2020)
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  • Ultimi aggiornamenti: 13 Agosto 2020.
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Afflitti ma non abbattuti (2020)

AFFLITTI MA NON ABBATTUTI - LA PERSECUZIONE DEI CRISTIANI NEL MONDO

Sabato 11 Gennaio 2020

c/o ISTITUTO ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE
"ETTORE MAJORANA" - Via Salvatore Tramonte, 2 BARI  (Quartiere San Paolo)

Con la partecipazione di Cristian Nani Direttore di

OPEN DOORS (PORTE APERTE) ITALIA

Sabato 11 gennaio a Bari presso l’Istituto Majorana diverse chiese e movimenti cristiani si sono riuniti per una conferenza sul diritto alla libertà religiosa per i tanti cristiani perseguitati in 50 Paesi nel mondo. L’iniziativa, promossa da Filippo D’Alessandro delegato regionale RnS in ambito ecumenico, ha visto tra i partecipanti la chiesa evangelica Bethel, comunità ospitante, la chiesa pentecostale PienoVangelo, il movimento “Isaia 6-8”, la chiesa Fiumi di Acquaviva di Acquaviva delle Fonti, la comunità carismatica cattolica Gesù Risorto.  

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cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica su uno dei fenomeni più sottovalutati di tutti i tempi è ancora una volta Cristian Nani, giornalista e direttore di Porte Aperte, nota agenzia che opera da oltre 60 anni per il sostegno e il soccorso dei cristiani perseguitati nei paesi più ostili al cristianesimo e ormai conosciuta per il report annuale sulla persecuzione dei cristiani intitolato WORLD WATCH LIST. Cristian Nani ha commentato dati impressionanti registrati nel 2018: 4.305 i cristiani uccisi per la loro fede in Cristo, 1.847 gli edifici di culto distrutti, 3.150 i cristiani arrestati a motivo della loro fede, 245 milioni i cristiani perseguitati in modi diversi.

Un fenomeno che non può e non deve lasciarci indifferenti se pensiamo che negli ultimi 10 anni la persecuzione è cresciuta di oltre 10 volte. I Paesi più ostili ai cristiani sono la Corea del Nord, dove il solo possesso di una Bibbia può comportare il carcere, l’Afganistan, la Somalia, la Libia, il Pakistan, il Sudan, l’Eritrea, lo Yemen, l’Iran, l’India e la Siria. Ma scorrendo la lista troviamo anche la Nigeria, le Maldive, l’Egitto, la Turchia, la Cina, la Giordania, il Marocco, il Messico, il Qatar, lo Sri Lanka e altri ancora. In India ad esempio si registrano ogni settimana aggressioni, stupri, omicidi e distruzione di chiese. La violenza sulle donne è divenuto purtroppo un deterrente costante. Ma la persecuzione non è solo quella violenta. I cristiani in quanto “infedeli” sono spesso discriminati nella ricerca di un lavoro e nelle cure mediche.

La conferenza non ha raccontato solo eventi drammatici ma ha anche gettato semi di speranza. Cristian Nani ha raccontato, infatti, di cristiani perseguitati che non si lamentano ma addirittura pregano per i cristiani che abitano in zone dove il diritto alla libertà religiosa è più garantito. Pregano affinché la loro fede non si affievolisca.

La conferenza si è conclusa con un intenso momento di preghiera per la conversione di Kim Jong-Un, dittatore nordcoreano, e di altri uomini di potere e per la liberazione di centinaia di donne nigeriane rapite da Boko Haram.

Se è vero che le opinioni sono personali ma i fatti sono oggettivi, è un fatto indiscutibile che laddove i cristiani sono più perseguitati, lì aumentano le conversioni, le diverse chiese cristiane sono più unite e la fede si mantiene più genuina. I cristiani sanno che Gesù lo ha detto chiaramente: “se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi! (Gv 15,20) Ma i cristiani sono consapevoli anche di quanto dice l’apostolo Paolo nella lettera ai Romani: “se siamo stati completamente uniti a Lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua resurrezione!” (Romani 6,5)

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